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Come scegliere la migliore tastiera da gaming

La presenza di tasti meccanici, la retroilluminazione e le dimensioni: sono solo alcuni dei numerosi fattori che devono essere presi in considerazione nel momento in cui ci si accinge ad acquistare una tastiera da gaming. La scelta, per altro, deve tenere conto anche delle preferenze soggettive e delle abitudini di gioco personali: un prodotto che potrebbe apparire perfetto per una persona magari non lo è altrettanto per un’altra. Le esigenze e i gusti dei gamer, insomma, sono i parametri principali di cui si deve tener conto: un utente occasionale di sicuro ha bisogni differenti rispetto a quelli di un esperto giocatore di FPS vari.

Come ci si può orientare, allora, nella ricerca della migliore tastiera gaming? Ovviamente, i prezzi sono un elemento importante, anche se è bene specificare che è difficile individuare delle categorie particolari in questo mercato a partire dai costi, anche a causa della disparità tra i diversi produttori dal punto di vista della considerazione delle caratteristiche e delle funzioni dei device. Che cosa significa tutto ciò? In parole semplici, una tastiera dotata di tasti meccanici per una specifica azienda potrebbe avere un determinato valore, mentre per un’altra azienda questa potrebbe costituire una caratteristica indesiderabile a fronte di una soluzione munita di retroilluminazione RGB.

In ogni caso, per comprare una tastiera da gaming di provata efficacia non è necessario spendere più di un centinaio di euro, se non si desidera farlo: sotto questa soglia di prezzo, infatti, è possibile trovare un vasto assortimento di soluzioni destinate ad assecondare ogni tipo di bisogno, soprattutto nel settore delle soluzioni meccaniche o delle tastiere a membrana. Molto probabilmente ci si imbatte in brand non di gamma top, ma ciò non vuol dire che i prodotti siano di scarso valore: tra gli altri dispositivi, vale la pena di menzionare il modello Turtle Beach Impact 100, che è una tastiera a membrana che vuole riprendere alcune delle caratteristiche peculiari che contraddistinguono le tastiere meccaniche, all’insegna del massimo risparmio.

Centri estivi: cosa sono?

L’arrivo del caldo estivo e la fine della scuola introducono la stagione estiva, preferita dai bambini e non solo! Infatti in estate ragazzi e bambini sono liberi dalla scuola e pensano solo a divertirsi per quei tre mesi prima di ritornare un’altra volta tra i banchi di scuola.

 

Molti ragazzi in estate preferiscono andare al mare o in piscina, altri al parco, altri a giocare a calcio insieme con gli amici; per chi desidera fare tutte queste attività e non sa quale scegliere una validissima alternativa è data da un centro estivo. Veri e propri centri, spesso appoggiati nei circoli sportivi, che racchiudono tutte queste attività e non solo per l’intrattenimento e il divertimento dei vostri bambini.

 

Le numerose attività nei centri estivi!

Vediamo dunque cosa sono e come funzionano i centri estivi a Roma!

Molti definiscono i centri estivi come una salvezza, soprattutto i genitori che impegnati con il lavoro, non possono badare ai propri figli dopo la chiusura di scuole o asili; in parte è vero, ma è anche una fonte di emozioni e soddisfazioni per chi lavora in questo campo e sicuramente fonte di divertimento per i bambini e i ragazzi che vi partecipano

 

In un centro estivo infatti i bambini possono trovare tutto quello di cui hanno bisogno per soddisfare la loro voglia di divertirsi e di fare amicizia. I centri estivi sono infatti muniti di larghi spazi dove i bambini, grandi o piccoli, possono giocare e socializzare insieme.

 

Nei centri estivi, ovviamente il divertimento è alla base di tutto, il tutto sotto l’occhio vigile di specializzati animatori che propongono interessanti attività come attività fisica e ludica; infatti in questi centri, chi vi partecipa, potrà praticare vari sport come il calcio, e potranno nuotare nelle piscine all’aperto fornite sempre dal centro estivo.

 

Se tutto questo non basta ai vostri figli, ogni centro estivo è dotato di un ampio staff dove possiamo trovare degli educatori che baderanno e che insegneranno tantissime cose interessanti! Tra le tante attività c’è anche quella legata all’animazione, alla creatività, alla socializzazione ecc.

 

Grazie al personale specializzato inoltre, i vostri bambini potranno mangiare dei prelibati pasti cucinati e scelti da un esperto nutrizionista.

Quindi cosa state aspettando? Quando arriverà l’estate, portate i vostri figli in un centro estivo per garantirgli tanto divertimento.

Nintendo 2DS: la fine del 3D?

Gli appassionati di videogiochi difficilmente potranno dimenticare la fine del 2013, complice il grandioso successo di GTA 5 e l’imminente uscita delle console Playstation 4 e Xbox One. In questo fermento videoludico, Nintendo non è rimasta a guardare e lo ha fatto in un modo decisamente originale, grazie alla creazione della Nintendo 2DS. Molti, considerando l’esistenza della versione 3DS, potrebbero restare basiti dalla scelta intrapresa dall’ultracentenaria casa videoludica, eppure, tale scelta sembra essere realmente sensata con svariate motivazioni.

Innanzitutto, acquistare una Nintendo 2DS costituisce una spesa meno importante rispetto al modello precedente, inoltre, le specifiche tecniche sono praticamente simili, con la possibilità di utilizzare tutti i giochi DS senza alcun problema, così da non creare nessuna confusione all’interno degli store, oltre a eliminare la necessità di produrre edizioni dedicate dei giochi usciti prima di ottobre 2013. L’unica reale differenza tra i due prodotti è, appunto, l’assenza della tridimensionalità nella Nintendo 2DS che, più che dichiararsi un modello entry level, dà l’impressione di annunciare la fine delle tre dimensioni, non molto apprezzate dall’utenza.

La maggior parte dei giocatori Nintendo 3DS, infatti, decidono di disattivare lo slider, complice una visuale non molto efficace, che ha creato notevoli fastidi alla vista. In particolare, la stessa casa di Kyoto sconsigliò l’utilizzo del 3D ai bambini con età inferiore ai sei anni al fine di non creare danni agli occhi.

Tra i vantaggi di questo prodotto si segnala una memoria interna pari a 4 GB, che raddoppia lo spazio disponibile nella Nintendo 3DS.

Infine, oltre ad avere la stessa maneggevolezza della sorella più grande, questa console comprende la connettività WiFi e la possibilità di scaricare giochi e utilizzare la tecnologia StreetPass e SpotPass, così da giocare online con i propri amici, caratteristica fondamentale visto il successo dei mobile games e, nondimeno, dei giochi online, dove poter divertirsi grazie a un PC e la connessione internet, riuscendo a garantire prestazioni d’alta qualità.

In definitiva, nonostante questo apparente downgrade, la casa nipponica si è dichiarata ottimista sul successo della Nintendo 2DS: buon auspicio o dichiarazione del fallimento del 3D?

Nell’era dell’online Nintendo va in controtendenza

 

La home console della Nintendo sembra che voglia isolarsi rispetto alle sue concorrenti per quanto concerne l’allineamento con i giochi online. Con il lancio della WiiU sono stati prodotti ben quattro titoli dalla Electronic Arts per Nintendo ma, come afferma Peter More, sono stati una vera delusione. Infatti la questione che rende vulnerabile all’insuccesso la console della Nintendo non è sviluppare giochi diversi di tutte le tipologie o i generi, non sarà certo un buon gioco di strategia o d’azione a salvare le sorti della WiiU. Il problema è l’assoluto essere offline, l’essere una console non sincronizzata con le attuali tendenze del mercato e delle proposte del gaming. Se le dirette concorrenti come PS4 o Xbox One cercano il giusto compromesso tra gaminig e il mondo dell’online, favorendo un’esperienza di gioco in connessione, con possibilità di condivisibilità sui social network e altre funzioni praticabili mediante la connessione Internet la home console della Nintendo si auto esclude proponendo esperienze circoscritte all’offline.
Le parole di Peter More non lasciano dubbi sul giudizio negativo della EA nei confronti della casa nipponica che sembra essere troppo ancorata al suo passato glorioso che la portata sì tra le grandi produttrici di piattaforme video ludiche ma che ora sembra ritorcersi contro e lasciarla isolata nel panorama del gaming di nuova generazione. L’Electronic Art, pensa ovviamente al suo business e dichiara di non avere nessun titolo in uscita per la console WiiU, cosa comprensibile visto che l’azienda è molto orientata verso il gioco online o almeno la confluenza della due modalità in nuove soluzioni per un’esperienza ludica che possa approfittare di tutti i lati positivi di entrambe, sia online che offline. Per questo almeno l’Electronic Art non pensa di poter investire per lo sviluppo di titoli per una console come la WiiU. Il problema che può sorgere nell’imminente futuro è che molte altre aziende possano pensare come l’EA e abbandonare la Nintendo, lasciandola completamente isolata.